Claudio Sora, muore per il Covid-19: ha lavorato con Gassman e Albertazzi

Claudio Sora
Claudio Sora

Muore a 86 anni Claudio Sora, colpito dal Coronavirus. L’amico e collega di lunga data Tullio Solenghi lo ricorda

Il Coronavirus aggiunge al suo già lungo elenco di vittime un altro artista: Claudio Sora, 86 anni. Ha passato una vita sui palcoscenici italiani, collaborando con i più illustri attori: da Gassman ad Albertazzi, fino all’adorato amico Arnaldo Nicchi passando per Tullio Solenghi di cui ha seguito gli esordi in carriera con la cura di un fratello maggiore e dal quale ha ottenuto in cambio una cara amicizia, sottolineata da ambo le parti ad ogni occasione.

Abbandonate le scene, Claudio Sora si è dedicato alla ceramica in onore al padre Elso, importante firma della ceramica italiana. Il netto taglio col passato non gli ha però impedito di lavorare in teatro, che ha seguito con competenza e passione da direttore artistico del Festival Gad, carica ricoperta per oltre un decennio. Proprio la kermesse stava organizzando, assieme a Claudio, una grande festa per la pubblicazione del suo libro di memorie, raccolte con cura certosina e con lo sguardo divertito.

Tra il palco e l’arte del babbo

Colto, gentile ed elegante, Claudio Sora ha trascorso una vita avventurosa nel mondo dello spettacolo, quello di qualità. Nonostante un bagaglio unico di esperienza è sempre rimasto delicato, umile e disponibile con tutti. In occasione della sua scomparsa, hanno tenuto un discorso il sindaco di Pesaro (città di Sora) Matteo Ricci e il vicesindaco Daniele Vimini.

In ricordo gli ha poi scritto una lettera il direttore artistico del Festival Gad, Cristian Della Chiara. Condensare in poche righe il lungo e pieno vissuto di una persona è difficile: la prima parte trascorsa a calpestare i maggiori palcoscenici italiani; la seconda ad accogliere appassionati, amici e turisti nella sua bottega e in un piccolo museo come omaggio all’adorato babbo.

Claudio Sora: punto di riferimento per i giovani

Ai microfoni di Radio Incontro Pesaro, Tullio Solenghi gli rende omaggio. Quando lui e Massimo Lopez debuttarono, in periodi leggermente diversi al teatro di Genova, Sora era uno degli attori più blasonati. Una persona empatica, soprattutto con i giovani, dotato di grande passione e grandissimo talento.

Ascoltavano Claudio Sora come si ascoltava l’oracolo. Era una persona positiva e solare. In conclusione, Solenghi immagina Sora nel pianeta a irradiare la sua risata contagiosa. Quella risata se la porta nella memoria e nella mente. Fa parte del bagaglio dell’umanità incontrata, della quale Claudio era una delle figure più significative e affettuose.