Sara Ricci racconta il suo dramma: “Ho sofferto tanto”


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Sara Ricci, una delle attrici più amate e carismatiche della soap opera “Vivere”, in onda su Canale Cinque dal 1999 fino al 2008, ha raccontato al settimanale Diva e Donna un terribile dramma legato al suo passato. Attualmente tornata alla ribalta nel ruolo della madre di Susanna Picardi nella serie televisiva Un posto al sole, e ne Il Paradiso delle Signore in cui interpreta Anita Marini, ha svelato la sua toccante esperienza accanto alla madre affetta da una grave forma di depressione.

Sara Ricci e la malattia della madre: “Mia madre Maria Luisa soffriva di depressione”

Sara Ricci, parlando della malattia di sua madre,  ha spiegato a Diva e Donna: “All’inizio era triste, poco presente. Alla fine ricordo che aveva sempre mal di testa, prendeva gli psicofarmaci.” Poi l’interprete di Un posto al sole e de Il Paradiso delle Signore, ha continuato: “Mia madre Maria Luisa soffriva di depressione, è morta nel ’99, ma io l’ho persa già otto anni prima. Avevo 22 anni, sono la più piccola di casa. Ricordo mia madre che aveva l’espressione assente e il volto triste. In realtà, era una donna calda, passionale e affettuosa, ma purtroppo tutto questo ha poi virato nell’opposto, nell’eccesso, da qui il sorriso a poco a poco è svanito. Ero legatissima a lei e, tra l’altro, fisicamente sono identica a le. Il carattere, invece, l’ho virato verso mio padre…”


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“Non ho mai veramente desiderato avere un figlio”

Sempre a Diva e Donna, Sara Ricci ha raccontato: “Ho sofferto tanto. L’ho accompagnata dallo psicoterapeuta: ho cercato di capire. Aveva il viso teso e questa sua tensione, anche interiore, pregiudicava la sua bellezza, non voleva o forse non poteva reagire.” E la drammatica esperienza vissuta con la malattia di sua madre ha pesantemente segnato anche il suo percorso al punto da decidere di non avere figli: “Non ho mai veramente desiderato avere un figlio. Sono sempre stata concentrata sul lavoro e su me stessa, ma ogni volta che si profilava l’ipotesi di avere un figlio, ovvero avevo un ritardo del ciclo, avevo una reazione non comune. Mi prendeva un senso di tristezza. l’opposto di quello che dovrebbe succedere. Mi rivedevo in mia madre depressa. Allora non volevo diventare mamma per paura che mio figlio potesse soffrire come me.”


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